Scopo della presente ricerca è quello di ricosruire la genealogia dei "signori" che hanno posseduto a vario titolo il castello di Bernalda nel corso dei vari secolo e, soprattutto, a partire dalla costituzione del feudo ad opera di Federico II d'Argaona nell'ultimo scorcio del XV secolo.
Dalla attenta consultazione delle fonti storiche ,l'albero genealogico della famiglia de Bernaudo non è oggetto di vedute univoche dalle fonti storiche.
Si parte dal 1497 con il fondatore delle città Bernardino de Bernaudo, segretario del re Alfonso e del re Federico II d’Aragona.
Bernardino era figlio di Filippo, al servizio di Ferdinando d’Aragona.
Bernardino sposò una Figola e aveva un fratello Giovanni, questi a sua volta un figlio Filippo Maria nato nel 1498.Nulla sappiamo della discendenza del fratello di Bernardino.
Il fondatore della città rimase signore di Bernalda fino alla sua morte avvenuta nel 1509, anno in cui il feudo passò al figlio Consalvo Ferrante De Bernaudo .
La vita turbolenta di Consalvo,eretico, merita una trattazione a parte, che sarà fatta in seguito. Consalvo aveva tre figlie Cornelia,Giulia e Beatrice I. Giulia De Bernaudo sposò in prime nozze Alberico Carafa e in seconde nozze Alfonso Loria. Cornelia De Bernaudo lottò per evitare la confisca dei beni del padre da parte della Inquisizione, ma morì prima del padre, quindi il feudo passò poi nelle mani di Beatrice I, nel 1578 e lo terrà fino al 1607. Beatrice sposa un cugino, discendente di Giovan Luigi mantenendo così il cognome De Bernaudo.
Il figlio di Beatrice I, Ferrante (Ferdinando), viene insignito del titolo di Duca di Bernalda nel settembre del 1607 alla morte della madre . Ferrante sposa Anna di Mendoza ed ebbero numerosi figli, Francesco, Antonio, Beatrice, Alessandro, Consalvo, Giovanni Maria e Ferdinando. Nel 1624 cedette, ancora in vita, il feudo al figlio Francesco, questi premorì al padre e il ducato passò alla sorella che diviene duchessa di Bernalda, con il nome di Beatrice II fino al 1634. Beatrice II sposò in prime nozze un De Bernaudo e poi in seconde nozze Giovan Giuseppe D’Afflitto, divenendo nel contempo Contessa di Loreto. Dal primo matrimonio nacque Berardino II che vestì l'abito monacale.
Gli affari del feudo De Bernaudo non andavano certo per il meglio, a causa dei troppi debiti, il feudo andò più volte all’asta, nel 1635 venne acquistato da Paolo Spinola (famiglia patrizia di origini genovesi, legata alla Corona spagnola) per 43000 ducati.
Dopo poco nel 1637 il feudo viene nuovamente confiscato e venduto all’asta, se lo aggiudicò per 44000 ducati Maria Chiara Penchi (nobiltà genovese), moglie di Giuseppe De Bernaudo, discendente della famiglia fondatrice del feudo. Nel 1647 rimasta vedova, sposa Luigi Gamboa. Dal primo matrimonio era nato p Berardino de Bernaudo junior, ultimo discendente della dinastia del feudo di Bernalda, giungendo all'anno 1670 .
Nel 1687 il feudo viene acquistato all’asta per 17.000 ducati da Scipione Mazzei, feudatario di Castelmezzano, Ferrandina, Ginestra,Tricarico e Tursi.
Nel 1689 Niccolo’ Perez Navarrete, primogenito di Antonio, marchese di Laterza e del contado di Noja, acquistò il feudo di Bernalda dalla regia corte per 17.000 ducati. Nicola I, 1° Duca di Bernalda sposa nel 1698 Anna Capece, la coppia ebbe tre figli Giuseppe, Antonio e Francesco. Nel 1716 morì Nicola I, succedendogli il primogenito Giuseppe I Perez Navarrete.
A soli 19 anni, il 28/09/1721, per una caduta da cavallo morì Giuseppe I Perez Navarrete e il ducato passò al fratello Francesco II Perez Navarrete. Il 3° Duca di Bernalda sposò An
na Caracciolo, da cui ebbe 4 figli, Bernardino Niccolo’, Antonio J., Ippolita e Giuseppa (suora). Nel 1735 dal feudo ricavò una rendita di 1500 ducati, tra il burgensatico* e i feudale. I beni burgensatici erano tassati, come ad esempio i catasti onciari, mentre i beni feudali erano soggetti a tasse "una tantum". Francesco II morì nel 1771.
A Francesco II gli succedette il figlio Berardino Niccolo’, che divenne Nicola II Perez Navarrete, 4° Duca di Bernalda, che sposa Enrichetta Ruffo, sorella del cardinale Ruffo di Calabria. Alla morte della Ruffo nel 1784, sposa Candida Brancaccio. In prime nozze ebbe 8 figli, Giuseppe, Luigi, Teresina, Giustiniano, Ippolita, Anna Maria e Letterino. In seconde nozze con Candida Brancaccio ebbe altri 4 figli, Raffaele nel 1800, Anna Maria nel 1789, Maria Gaetana nel 1802 e Maria Giuseppa.
Alla morte di Nicola I, nel 1784, stesso anno della morte della Ruffo, il ducato passò al suo primo figlio Giuseppe, che divenne il 5° Duca di Bernalda. Giuseppe II Perez Navarrete e sposò Barbara Sanchez de Luna nel 1790, ma morì nel 1793 senza figli. L’anno dopo nel 1794 Giuseppe II sposò Isabella Spinelli di Tarsia da cui ebbe 3 figli, Enrichetta nel 1795, Nicola J. (morì ad un solo anno) e Isabella.
Il 5° Duca di Bernalda morì nel 1806, ma essendo deceduto l’unico figlio maschio a solo un anno di età ed avendo solo figlie femmine, il ducato passò al fratellastro Raffaele Perez Navarrete, che diviene il 6° Duca di Bernalda, anche se per poco in conseguenza della legge del 2 agosto 1806, che decretò l'abolizione della feudalità, con la soppressione delle giurisdizioni,
privative, redditi e diritti feudali che venivano reintegrati al demanio. Erede di raffaele Perez Navarrete era la figlia Isabella in quanto mancando eredi maschi in quel ramo della famiglia Navarrete, i diritti feudali passarono a lei
L'11 marzo 1855, Don Michele Caracciolo (allora 5° Duca Caracciolo di Brienza) sposò a Napoli la nobildonna Isabella Perez Navarrete.
Il passaggio ai Caracciolo di Brienza: l'eredità e i titoli dei Perez Navarrete — inclusi il ducato di Bernalda e il possesso del castello di Bernalda, passarono per via matrimoniale ai Caracciolo. In particolare, Isabella Perez Navarrete (figlia ed erede di Raffaele Perez Navarrete, principe di Spinoso e duca di Bernalda) sposò l'11 marzo 1855 il duca Michele Caracciolo di Brienza, trasferendo a quest'ultima famiglia i titoli e i beni feudali .
Don Michele Caracciolo di Brienza (1821 – 1902) rappresenta la figura storica cardine che ha unito formalmente i titoli della famiglia Perez Navarrete con il casato dei Caracciolo, diventando anche Duca di Bernalda maritali nomine.
Alla morte della coppia, i titoli legati al feudo e al castello di Bernalda passarono definitivamente al loro figlio primogenito, Don Francesco Caracciolo di Brienza (1860 – 1926), che divenne il 6° Duca di Brienza e di Bernalda, consolidando il controllo della famiglia Caracciolo sul patrimonio ex-Navarrete. All morte di Don Francesco gli succedette il fratello Don Pietro Caracciolo di Brienza: secondogenito maschio, a cui spettò il titolo di Duca per anticipata successione dal fratello Francesco. Alla morte di Francesco il titolo passò a Don Tristano Caracciolo di Brienza (1870 – 1943): terzogenito maschio, che in seguito divenne il 7° Duca Caracciolo di Brienza e Duca di Bernalda . A Don Tristano succede il figlio Michele (1903-1969),alla sua morte succede il fratello Francesco (1907-1972). La dinastia prosegue con i viventi ,Tristano (nato nel 1935) a cui seguirà il figlio Francesco (nato nel 1967), vivente in teoria XI Duca di Brienza e Duca di Bernalda.
I titoli nobiliari continano a ancora a succedersi,nonostante che la proprietà del castello di Bernalda fu venduta alla famiglia Caruso nel 1870.
Nel 1870, la famiglia Caruso acquisì l'immobile, detenendone la proprietà privata per oltre un secolo. Sotto la loro gestione, il castello fu frazionato e affittato: il piano inferiore rimase adibito a diverse abitazioni private ,i sotterranei a laboratori arigiani (fabbro,falegname e cordaio), mentre i piani superiori ospitarono per lungo tempo la locale caserma dei Carabinieri e l'abitazione dell'ultima proprietaria della famiglia Caruso, ossia Donna Amelia. I Caruso dimostrano una mentalità pragmatica e imprenditoriale, i Caruso non usarono il castello come reggia isolata, ma lo trasformarono in una fonte di rendita.
I Caruso, disponendo di liquidità grazie all'estensione dei loro patrimoni agricoli nella zona, rilevarono l'intera struttura dai duchi. L'acquisto non rispondeva a logiche di sfarzo nobiliare, bensì a un investimento immobiliare pratico.
L'origine della famiglia Caruso che acquistò il Castello di Bernalda nel 1870 affonda le sue radici nella borghesia agraria e possidente della Basilicata post-unitaria,A differenza dei precedenti proprietari del maniero (i de Bernaudo, i Perez Navarrete e i Caracciolo, storiche casate della nobiltà feudale), i Caruso non appartenevano all'aristocrazia di antico regime. La loro ascesa rappresenta il tipico fenomeno sociale dell'Ottocento meridionale: la nascita dei "galantuomini", una nuova classe di ricchi proprietari terrieri che accumularono capitali e prestigio grazie alla gestione dell'agricoltura e all'acquisto dei beni ecclesiastici e feudali messi in vendita dallo Stato.
Quando la famiglia Caruso si stabilì saldamente a Bernalda come grande proprietaria terriera, decise di consolidare il proprio status sociale acquistando il simbolo del paese, il castello, che i duchi Caracciolo non riuscivano più a mantenere
La parentesi della famiglia Caruso si è conclusa definitivamente nel 1999, anno in cui il Comune di Bernalda ha acquistato la struttura per restaurarla e restituirla alla collettività come polo culturale
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*burgensàtico agg. [dal lat. mediev. burgensaticus, der. di burgensis «borghese»] (pl. m. -ci). – Nella storia del diritto, sinonimo di allodiale: beni burgensatici. Il termine allodio (di origine germanica: Allod, latinizzato in allodium) era utilizzato nel Medioevo per indicare i beni e le terre possedute in piena proprietà, in opposizione ai termini feudo o "beneficio", con i quali si indicavano invece i beni ricevuti in concessione da un signore dietro prestazione di un giuramento di fedeltà
Bibliografia
Feudatari e Feudi sul territorio di Basilicata dai Normanni ai Borboni (1042/1806)
Note storiche sulla città di Matera-Gattini
Clero e borghesia nella campagna meridionale -Giuralongo
Dello stabilimento e Geneaologia della famiglia Malvinni.Malvezzi -Gattini
Notizie di famiglie nobili, ed illustri della città, e Regno di Napoli ... Di Giuseppe duca d'Acquadia Reccho
Discorsi delle famiglie nobili del Regno di Napoli Di Carlo fl. De_Lellis
Articolo scritto dal prof. Geremia Ninno
Revisore della bozza il prof. Francesco Armento
