Tempio di Hera o tavole palatine

E' il simbolo della Basilicata e della pianura metapontina.

tavole palatine (Copia)Sono il più cospicuo resto dell'antica città e del suo territorio. Sono chiamate anche Mensole o Colonne Palatine e anche Scuola di Pitagora, per la tradizione del grande filosofo; nel Medioevo erano dette Mensae Imperatoris. Sono in realtà i resti di un tempio dorico della fine del VI secolo a.C., dedicato a Hera. L'area è stata sistemata creando anche una terrazza panoramica affacciata al fiume Brádano. Il tempio, che era fuori di alcuni km dalle mura di Metaponto, sorge sopra un lievissimo rialzo del terreno, a destra del Brádano. È costruito in calcare molto degradato e che ha ancora nelle colonne di stile dorico arcaico qualche traccia di stucco. Nell'area del santuario sono stati rinvenuti numerosi frammenti relativi a una complessa decorazione architettonica policroma in terracotta, che presentava, tra l'altro, gocciolatoi a testa leonina. Stipi votive con statuette di divinità greca e ceramiche, utilizzate durante le cerimonie sacre, testimoniano le modalità di espressione del culto. È stato individuato e parzialmente scavato il recinto sacro (témenos), mentre di fronte al tempio sono stati scavati l'altare e parte della stipe votiva. Secondo vari autori, dopo la distruzione di Metaponto, alcune colonne sono state trasportate a Matera e sorreggono oggi le navate laterali. 

E’ il simbolo di tutto il metapontino,ed anche della Basilicata stessa,testimonianze della floridezza dell'antica polis di Metapontum.  Era il  sacro esterno alla città.

 Realizzato in stile dorico nel 530 a.C., è l'unico edificio monumentale di culto di cui si conserva parte del colonnato esterno, posto lungo un’importante asse della viabilità antica del territorio metapontino, in posizione dominante rispetto alla grande vallate del fiume Bradano, quasi a controllo della linea di frontiera verso nord (Taranto) con il fiume Bradano in cui gli storici greci indicavano il limite settentrionale dell’Italia.La costruzione originaria aveva 6 colonne sul lato corto e 12 colonne su quello lungo, ma ne rimangono solo 15, disposte in due ali, rispettivamente di 10 e 5 colonne ciascuna, le quali sostengono due pezzi dell'architrave.

 Il rapporto topografico ancora esistente con la moderna statale Ionico n. 106, che ripropone tracciati precedenti, è un chiaro indizio della funzione strategica svolta in antico da questo santuario.

 Indicato come tomba di Pitagora o Tavole Palatine, ha rappresentato spesso nell’immaginario popolare l’intera città, ormai distrutta ed abbandonata.

 Si tratta invece, di un elegante tempio dorico periptero con 6x12 colonne, costruito nella seconda metà del VJ sec.a.C.  In età Repubblicana ed Imperiale romana l’area conserva tracce di una frequentazione umana, anche se non può essere provato il mantenimento della sua funzione religiosa. Oggi il sito è liberabile visitabile gratuitamente ed è sempre aperto al pubblico

8 sono i templi greci in Europa,cinque sono Patrimonio Unesco ....ma non ci sono le Tavole Palatine

  

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