La liquirizia (darga) a Bernalda

La liquirizia. Fino agli anni 70, i raccoglitori .bernaldesi e dei comuni limitrofi, di erbe spontanee (cicorie, lampascioni, asparagi,ecc…) nei periodi di poca domanda di lavoro, raccoglievano radici(darga) di liquirizia.Le nostra campagna,sopratutto le marine, ne erano piene.In passato era coltivata, ma nella pianura metapontina era (ed è ancora oggi) presente nelle terreni non coltivati, nei fossi, ai bordi delle strade e nella vegetazione dunale di Metaponto.

pianta liquiriziaDa punto di vista botanico la liquirizia è pianta che appartiene alla famiglia delle leguminose, nome scientifico Glycyrrhiza glabra: dal greco   glycýs che significa dolce  e rhíza che significa radice,  glabra, invece è qualcosa di senza peli.

Facciamo una breve storia di questa straordinaria pianta

I romani modificarono Glycyrrhiza in Liquiritia e Plinio il Vecchio raccomadava l'erba come espettorante e calmante stomachico; così come Dioscoride ne prescriveva il succo per raffreddore, faringite e affezioni pettorali e gastrointestinali
L'antica medicina indiana prescriveva la Liquirizia come espettorante, emmenagogo, e diuretico.
Nel XII secolo la badessa ed erborista Hildegard von Bingen la prescriveva per problemi gastrici e cardiaci; era inoltre menzionata frequentemente negli erbari tedeschi e italiani del XIV e XVliquirizia e darga secolo come rimedio per la tose e per le affezioni delle vie respiratorie.
Dal XIII secolo è documenta la sua coltivazione a Bologna e dal XVI secolo pare inizi la coltivazione in Inghilterra , Pietro Andrea Mattioli (1501÷1578 ) menziona il succo usato per la manifattura di “pastilli in Puglia.” Palestro de Crescenzi nel suo trattato "De agricoltura" dei primi del 1300 evidenziava che: "Anco la regolizia masticata e tenuta sotto la lingua mitiga la sete e l'asprezza della lingua e della gola".
Anche in America i pionieri ebbero modo di osservare che gli indiani usavano infusi di Liquirizia come rimedio bechico e lassativo. In Basilicata era detta Darga,mentre in Calabria dove è detta “cordara”, pare sia stata introdotta dai monaci Benedettini, intorno all'anno 1.000.
La storia della trasformazione della liquirizia  è molto antica ed è legata alle vicende del latifondo e delle famiglie feudatarie calabresi,mentre in Basilicata dal Barone D. Gennaro Ferrara di Scanzano JonicoI primi documenti sull'esportazione della liquirizia risalgono alla seconda metà del 1.600. Dalle fabbriche  usciva un prodotto molto pregiato che veniva esportata in tuttoil mondo.

Durante la prima guerra mondiale con la chiusura dei mercati, cominciò il lungo e inesorabile declino dell'industria della liquirizia. Scienziati che hanno analizzato un campione risalente al 765 d.C. , vi hanno riscontrato la presenza di costituenti attivi anche dopo 1.200 anni dalla raccolta. (https://www.actaplantarum.org/)

La storia della liquirizia e Bernalda, viene da lontano, nei primi anni dell’800 pare vi fosse una piccola industria per l’estrazione secondo quanto riportato da “Statistica della provincia di Basilicata di Francesco Mondarini 1839” ;La liquirizia alligna molto nei campi presso il Jonio  e si. coltiva con successo nelle contrade di Policoro, di S. Basilio e delle Maremme : in Bernalda evyi una fabbrica di tal produzione detta concio di liquirizia; altra non sono molli anni ne fu stabilita in Scanzano dal Barone D. Gennaro Ferrara rapito dal colera con dolore di quanti ne ammirarono la bontà dell' animo.  

Nel 1883 si ha notizie del “principe di Gerace signor Giovanni Battista Serra, è posta nel territorio di Policoro, borgata di Montalbano Jonico, e lavora perla metà dell'anno con numero 60 operai tra uomini e donne; la quantità delle radiche che vi si adoperano ascende a circa 3000 quintali, dai quali si ricavano 500 quintali circa di succo condensato.Le macchine usate per la preparazione di questo succo sono pressoché simili a quelli dell'industria olearia. Le radiche si riducono in pezzi, si lavano, si fanno bollire, si portano sotto i torchi e si estrae il succo, il quale con l'azione continua del calore, si fa condensare nelle caldaie e poscia si versa in stampi di varia forma. L'industria della liquirizia potrebbe dare un ricco guadagno, se le piante fossero coltivate, giacché le radiche che alimentano la fabbrica suddetta provengono tutte dalle piante che crescono spontanee nel territorio della provincia.  L'indusiria della conci di luirizia è piuttosto in decadimento appunto perchè le radiche essendo divenute scarse non si trova tornaconto di farle venire da altre località, e  la sostanza prodotta non esportandosi più in America, ha subito un forte ribasso di prezzo.” (Giunta per la inchiesta agraria e sulle condizioni della classe agricola 1883)

A Bernalda era presente ancora un centro raccolta e prima lavorazione delle preziose radici, fino alla metà degli anni 70,  nel quartiere Carrera ,in un vicoletto di Via Pitagora, dove oggi è presente IL  Bed and breakfast (Camere & Spa).

Le descrizione del centro raccolta è un ricordo personale, in quanto abitavo a pochi passi dal centro  raccolta.

via pitagoraIl locale era gestito dalla famiglia Fuina, i raccoglitori conferivano al centro le radici grezze racolte nei campi di Metaponto (nelle marine) , le operaie le pulivano dalla terra ed eliminavano le radichette più sottili. Una rudimentale macchina, molto efficiente, le tranciava in tronchetti da 10 cm e faceva dei mazzetti. Una altra macchina provvedeva all'asportazione della corteccia, lasciando la radice nuda di colore giallastro.

Il prodotto così ottenuto veniva vendute alle industrie calabresi(conci) dove veniva estratto e lavorato il prezioso succo e quindi esportato in tutto il mondo.  Noi bambini giocavamo con le preziose radici, dopo averle  raccolte, pulite, scorticate, ne succhiavamo il prezioso succo, una sorta di lecca-lecca fai da te, che provocava un imbrunimento accentuato dei denti, ma questo era l‘aspetto goliardico molto ricercato dai ragazzi di allora, attuali …boomer.

 Oggi delle 30 mila tonnellate coltivate in Italia il 75% sono calabresi. Un paio di aziende hanno raccolto l'eredità  producendo Liquirizia purissima e di altissima qualità.