I lampascioni, dalla antica Metapontum a F.F.Coppola

fiore lampasciole Il lampascione (Muscari Comosum)  è una pianta erbacea  spontanea , dalla infiorescenza viola, bulbo rosa, appartenente alla famiglia delle Asparagacee, ed è presente da sempre sulla tavole dei bernaldesi. Oltre al Muscari Comosus, nel metapontino, soprattutto nei terreni argillosi alluvionali, troviamo un altro tipo di lampascione, dal fiore bianco,nulbo binaco, la Bellevalia Romana(Giacinto romano). Il nome Muscari deriverebbe dal sanscrito e significa testicolo.

Entrambi i bulbi sono eduli Il bulbo cresce nelle zone non coltivate, sia sui terreni sciolti che nei compatti . I bulbi di lampascioni sono ipogei, anche a 20 cm di profondità. Fino a qualche decennio fa era piuttosto frequente vedere i camminatori dei sentieri incolti, con picconi, che tiravano fuori dal terreno i preziosi bulbi. I raccoglitori di lampascioni erano sempre gli stessi “professionisti”, cheli trovavi nella raccolta degli asparagi, di cicorie ed altre erbe spontanee. Tuttavia il lampascione, per noi lucani, rimane l’eredità culturale di un passato fatto di braccianti, pastori e contadini. Persone che utilizzavano tutte le possibilità che la natura gli forniva per placare una fame antica, che ti spingeva a ricercare  tutto quello che la terra aveva reso commestibile. Dicevano i nostri antenati che “Il lampascione rifiuta di essere coltivato”, se lo si trova spontaneo in natura è perché così vuole il Padreterno!!! lampascioni in pentola

Nel dialetto bernaldese, una imprecazione che veniva usata per mandare a quel paese una persona era spesso quella di “va a cafà l lampasciun”(vai a scavare i lampascioni). Si capisce che l’operazione dello scavo dei lampascioni è un’operazione faticosissima, ormai appartenente alla storia della nostra comunità. Oggi è possibile tirare fuori bulbi di lampascioni, solo nei terreni sciolti e leggermente scoscesi, ma ormai tutti i lampascioni che troviamo nei fruttivendoli o supermercati, sono coltivati.  La pianta viene coltivata nel nord Africa, dove la coltivazione di lampascioni viene fatta a livello intensivo

Il lampascione è una pianta le cui origini si perdono nella notte dei tempi, nelle ricerche di acheobotanica, fatta dalla equipe di J.C.Carter nella Chora di Metaponto, sono stati trovati polllini di lampascioni nella vallata della Avinella risalitenti anche al V sec.a.c.

E Pitagora consumava lampascioni a Metaponto? Non abbiamo notizie nel merito,ma in tutta la Magna Grecia erano consumati regolarmente,compreso a Metapontion,

Il nome Muscari è dovuto ad un medico greco di Bisanzio, tale Oribazio, e fin dall’antichità questo bulbo, era ricercato sia per le sue proprietà benefiche per lo stomaco e intestino,e sia per i suoi presunti effetti afrodisiaci, I Muscari ebbero sono citati nei trattati di medicina e nelle diete proposte dai padri della medicina, da Discoride Pedanio a Galeno. Per gli stessi motivi venne esaltato anche dal poeta latino Ovidio, che ne consigliava l’uso nelle arti amatorie, stabilendone, anzi, una graduatoria di merito stilata in base alla provenienza: i migliori, a suo giudizio, erano quelli di Megara, seguiti da quelli della Libia, poi quelli della Daunia. Graduatoria di meritolampascioni ci marro e patate pienamente avallata anche dal naturalista Plinio il Vecchio, il quale nella sua Naturalis Historia confermava che “i bulbi di Megara stimolavano al massimo grado il desiderio amoroso”. Il bulbo rosso era così valorizzato che i Romani nei pranzi nuziali erano soliti offrirlo agli ospiti come cibo augurale per i suoi poteri afrodisiaci,ma soprattutto allo sposo per la prima notte di nozze. Tale consuetudine non poteva non comportare grossi movimenti di tal prodotto sia per mare che per terra ed una conseguente speculazione da parte dei mercanti,  e l’Imperatore Diocleziano nel 301 d.c. ,per calmare i mercati, fu costretto fissarne per legge il prezzo.

Secondo studi medici più recenti i lampascioni hanno proprietà depurative, lassative, diuretiche ed emollienti e sono caratterizzati da un basso apporto calorico; le sostanze in esso contenute hanno diverse proprietà, tra le quali quella di abbassare la pressione sanguigna, il colesterolo e prevenire la formazione di trombi e del tumore intestinale. Inoltre, secondo la tradizione pugliese, erano utilizzati anche per la cura dei calli.

lampascioln frittiI lampascioni  sono noti per causare meteorismo, flatulenza e avere un effetto purgante, specialmente se consumati in quantità eccessive. Questo fenomeno è dovuto all'alto contenuto di fibre, mucillagini e oligosaccaridi che aumentano la fermentazione intestinale. Si consiglia di consumarli con moderazione e metterli in ammollo prima della cottura. 

Dal punto di vista nutritivo   il bulbo, molto ricco di sali e di sapore amarognolo.  E una pianta che si consuma soprattutto al sud, inparticolare nelle regioni  Puglia, Basilicata e in Campania.bellalaia romana

 I lampascioni dopo che, uno per uno, sono stati ripuliti della terra e delle radici, si tengono immersi in acqua per circa un’oretta per consentire loro la perdita del liquido amaro che trasuda dopo che i bulbi sono stati sbucciati ed intaccati nella parte inferiore. Tutto avviene in modo rigorosamente manuale non solo a livello familiare, occupando i pomeriggi delle massaie, ma anche a livello commerciale, ove i costi di lavorazione, e quindi i prezzi finali, risultano un po’ più alti di altri prodotti sott’olio. Il metodo più semplice, dopo aver praticato un intacco a croce alla base, è quello di bollirli in acqua e aceto con aggiunta di sale; una volta raffreddati, possono essere conservati pronti per l’uso sotto olio extravergine di oliva senza altri aromi o anche, in base ai gusti, con aggiunta di timo, origano,menta e/o, se si preferisce, peperoncino.

lampascioln fritti in pastellaI nostri antenati li cuocevanao sotto la cenere dei camini   per poi pulirlo e consumarlo così com’è o condirlo con olio extravergine di oliva. Oggi i lampascioni, nela case e nei  ristoranti ,li troviamo sott’olio nei contorni e nelle insalate, fritti e croccanti oppure fritti con la pastella. E’ ottimo al forno con patate agnello e capretto o insieme ad un "marro" o a  della salsiccia lavorata ‘a punta di coltello. Il lampascione non manca sulla tavola di Francis Ford Coppola , ogni volta che viene a Bernalda, si procura una bella scorta da portare negli USA da far gustare ai suoi amici . I lampascioni non sono mancati nel menu del matrimonio di Sofia Coppola a palazzo Margherita nel 2016.