La malva (Malva sylvestris) è una pianta spontanea molto diffusa in Italia e nel nostro territorio, tradizionalmente apprezzata sia in ambito erboristico che nella cucina locale. È particolarmente nota per le sue proprietà emollienti e lenitive, spesso coltivata in terreni argillosi in provincia di Potenza.
Nota fin dall'antichità per le sue proprietà emollienti e lenitive, vanta una lunga storia come pianta medicinale e alimentare, apprezzata da Egizi, Greci e Romani, e ampiamente usata nel Medioevo. Il suo nome deriva dal latino mollire (rendere morbido), riflettendo le sue capacità di calmare infiammazioni, tosse e disturbi intestinali. Una curiosità storica lega il nome al colore "malva": la scoperta nel 1856 del primo colorante sintetico, la mauveina, da parte di William Henry Perkin.
Usata già 5000 anni fa dai cinesi e dagli Egizi (2000 a.C.). Per Pitagora era considerata sacra e sosteneva che la malva dovesse essere mangiata ogni giorno per calmare le passioni e purificare la mente. Cicerone ne era ghiottissimo, e Marziale oltre che usarla come antidoto alle sue notti brave, la consigliava a chi aveva problemi di stitichezza. Orazio l’accompagna alla cicoria e Apicio la consacra nella cucina ricca, pur essendo cibo contadino e popolano, dedicandole due ricette, era citata anche da versi di Plinio il Vecchio.Nel medioevo era coltivata nei monasteri, era considerata una "panacea" (rimedio per ogni male). Alberto Magno la citava anche in credenze popolari, mentre la Scuola Medica Salernitana la lodava come risanante.
In Basilicata, come in altre zone del Sud Italia, la malva è usata da sempre come rimedio naturale per infiammazioni della bocca, mal di gola e disturbi gastrointestinali. Tradizionalmente, le foglie e i fiori vengono utilizzati per preparare decotti emollienti, lassativi o impacchi per lenire ginocchia doloranti e altre infiammazioni cutanee. In cucina la malva è una delle erbe spontanee da sempre utilizzate nella cucina lucana. Le foglie tenere vengono impiegate in insalate miste, minestre, zuppe ,risotti, ma anche in insalate miste,grazie al loro sapore delicato e alle proprietà mucillaginose che donano consistenza ai piatti. Le foglie si raccolgono giovani per il consumo alimentare, mentre fiori e foglie essiccati all'ombra sono ideali per tisane. Contiene tannini, antociani, vitamine A, C, B1 e minerali.
In sintesi, la malva in Basilicata rappresenta una risorsa naturale preziosa, capace di unire la tradizione contadina, la cucina locale e le pratiche erboristiche popolari. Le contadine del secolo scorso d’alcune regioni, mettevano dei fiori di malva nel corredo della sposa perché si diceva aiutassero a conservare la bellezza anche con l’avanzare dell’età.
Fino agli anni 70 era frequente vedere nelle case dei nostri contadini, ma anche nel centro storico di Bernalda, mazzetti di malva da essiccare al sole…. insieme ai panni.
