La piantaggine, una pianta la cui storia viene da molto lontano

 pianta di plantagioUna pianta che abbiamo  visto chissà quante volte durante le nostre passeggiate, cresce ovunque, anche nei giardini cittadini e agli angoli delle strade, magari però senza conoscerne il nome,si tratta della  Piantaggine.

Una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Plantacinacee, specie Plantago le cui foglie crescono tutto l'anno,. Le più diffuse sono Plantago lanceolata, dalle foglie strette, lunghe, appuntite, con le caratteristiche 5 striature verticali che cresce comunemente nei prati anche in città e la Plantago Maior dalle foglie larghe e grandi, sempre con le sue 5 nervature,  Strofinando con le mani le foglie emana un odore di fungo.Anche se oggi è considerata per lo più un'infestante e strappata dagli orti, la piantaggine era un'erba arcinota e arci utilizzata storicamente in alimentazione e nella medicina.  

Ne troviamo menzione nei greci, nel trattato di Dioscoride nel primo secolo, quel buon accoglitor delle qualità delle erbe citato da Dante, poi nei romani Plinio la definiva erba magica, poi negli arabi nel trattato di Avicenna. Shakespeare la cita anche in una battuta di Romeo e Giulietta ricordando quanto sia eccellente per curare le infezioni.  L’etimologia del nome latino del genere Plantago deriva dal fatto che laforma   ricorda  la pianta del piede che lascia lìul terreno. In Italia poi è nota con decine di nomi regionali diversi, c'è chi nelle foglie vede lingue di cane, chi orecchie di lepre, in Basilicata la piantaggione è nota con il nome di Lingua di Pecora.

 La piantaggine è molto ricca anche di carotenoidi, principalmente beta-carotene, quindi provitamina A. Un etto di piantaggine ne contiene più o meno come una grossa carota. Infine per le vitamine, buon contenuto anche di vitamina C, tra i 25 e i 45 mg per etto, circa la metà di un'arancia. Quanto ai minerali, ottimo il contenuto di calcio. Non contiene nessun principio tossico né antinutrizionale, ha pochissimi ossalatti, nitrati, saponine, quindi la possono mangiare tutti senza preoccuparsi di possibili effetti tossici o antinutrizionali.

Per quanto riguarda invece gli utilizzi medicinali,  è utilizzata con decotti o infusioni o il succo delle foglie fresche o le foglie essiccate e polverizzate.foglia di piantaggine

 L'utilizzo più diffuso e antico è l'applicazione esterna delle foglie sulle ferite per accelerarne e favorire la guarigione. Questo è dovuto al particolare mix dei suoi vari componenti, dai glicosidi antinfiammatori agli acidi fenolici antibatterici, ai polifenoli Se state facendo una passeggiata fuori porta e inciampate, magari vi sbucciate il ginocchio o comunque vi ferite in altro modo, la prima cosa da cercare sono le foglie di piantaggine. Ne strappate le nervature in modo da favorire la fuoriuscita del succo e la applicate direttamente sulla ferita.

Infine in tempi più recenti diversi componenti presenti in abbondanza nella piantaggine hanno rivelato un importante potenziale antitumorale e sono utilizzati come componenti di alcuni preparati per la chemioterapia come del resto moltissime altre molecole scoperte nelle piante.

In cucina della piantaggine si possono mangiare sia i semi, sia le infiorescenze, sia le radici,e ovviamente foglie.   Con la cottura, se sono molto grandi e coriacee, si possono tagliuzzare prima della cottura in modo da facilitarne poi l'ammorbidimento e la masticazione.Le foglie essiccate in unfusione, vengono utilizzate per delle salutari tisane.

In Basilicata le foglie giovani di piantaggine (Plantago major o Plantago lanceolata) vengono raccolte in primavera e utilizzate, spesso insieme ad altre erbe spontanee come cicoria, borragine e finocchietto selvatico, per preparare piatti tradizionali come: Zuppe e minestre (spesso con legumi di Sarconi) o Ripieni per calzoni o torte salate rustiche o le immancabili Frittate  o un gustosissimo pesto. Anche questa pianta non la troviamo nei fruttivendoli,ma da colloqui avuti con appassionate, anche a Bernalda ,sta ritornando sulle nostre tavole.pesto di piantaggine