Le cicogne sono venute a Bernalda e non in senso metaforico, parliamo proprio dello straordinario uccello Ciconia Ciconia. Uno stormo di una quindicina di questi straordinari volatili, hanno scelto Bernalda come location per una lunga pausa di due giorni, prima della lunga traversata dello Jonio per raggiungere l’Africa del sud. Hanno scelto le antenne della Telecom di via Berlinguer per posarsi ed il grande serbatoio “fungo” dell’acquedotto per svolazzarci sopra. Il numero e la bellezza della cicogna ha subito attirato le attenzione dei turisti e dei bernaldesi, soprattutto dei bambini, che con foto e videocamere hanno immortalato il rarissimo evento. Le cicogne arrivate il 17 Agosto hanno lasciato la nostra cittadina due giorni dopo. Le rivedremo? Chissà. Una sola considerazione deve farci riflettere, la cicogna nidificava regolarmente  in Italia ed anche a Metaponto, l’uso ed abuso del nostro territorio negli ultimi 50 anni, ha fatto sì che la cicogna  nidificasse ovunque in Europa fuorchè in Italia, ma grazie alle azioni delle associazioni ambientaliste, Lipu in primis, qualcosa sta cambiando e la bianca Ciconia Ciconia qualche nido lo sta realizzando anche al Sud Italia. Che il suo passaggio possa essere il preludio per una futura nidificazione? Noi ci contiamo.
 
Si coglie l’occasione per una breve presentazione della specie Ciconia Ciconia realizzata dalla Lipu.
 
Identificazione: 
la Cicogna bianca è un uccello inconfondibile per le sue grandi dimensioni; il piumaggio è bianco con le remiganti nere mentre il becco e le zampe sono di colore rosso arancio. Gli occhi grigi sono circondati da pelle nuda scura e sembrano quindi tagliati a mandorla. Il becco, lungo sino a 20 cm, è forte ed appuntito e risulta così particolarmente adatto alla caccia di prede medio-piccole. In volo assume una posizione allungata con il collo disteso in avanti e le lunghe zampe che sporgono dalla coda. Posata arriva ad una altezza di 115 cm, mentre in volo l’apertura alare può raggiungere i due metri. Il peso varia dai 2-3 kg delle femmine più piccole, ai 4,4 kg dei maschi più grandi. I giovani sono distinguibili per il colore più scuro del becco e per le remiganti marrone. 
 
Habitat: 
La Cicogna bianca frequenta diversi tipi di ambienti aperti: paludi, terreni alluvionali, praterie erbose. Le zone agricole coltivate con sistemi non intensivi, con filari d’alberi e la presenza di canali, sono anch’esse un habitat gradito alla specie. Nidifica volentieri presso centri abitati, sui tetti delle case o su manufatti come torri, camini, campanili o tralicci d’alta tensione.
 
Alimentazione: 
La Cicogna bianca si nutre in prevalenza di animali che caccia camminando sul terreno, nell’erba alta o nell’acqua. Cattura prede diverse, a seconda della disponibilità quali insetti, vermi, molluschi, anfibi ma anche pesci, rettili, piccoli uccelli e mammiferi.
 
Nido: 
E’ una struttura molto voluminosa, spesso usata per diversi anni, formata da rami di varie dimensioni e imbottito internamente con materiale vegetale, penne e rifiuti di vario genere. Solitamente è il maschio che procura il materiale, mentre la femmina costruisce il nido che può essere completato in soli otto giorni di intenso lavoro. 
 
Stagione riproduttiva: 
Inizia alla fine di marzo e dura sino alla fine di aprile al sud, mentre al nord è postecipata di circa quindici giorni. Vengono deposte da 3 a 5 uova, incubate da entrambi i sessi per 29-30 giorni. La prole, inetta e coperta di piumino bianco alla nascita, è accudita da entrambi i genitori. I giovani lasciano il nido a 53-55 giorni ma vengono nutriti ancora dai genitori per un paio di settimane. 
 
Distribuzione: 
In Europa la Cicogna bianca è presente in gran parte dell’Europa esclusi Gran Bretagna e Penisola Scandinava. 
Negli ultimi decenni la popolazione europea ha subito un calo notevole (più del 50% negli ultimi 40 anni) a causa delle trasformazioni ambientali e dell’uso indiscriminato di pesticidi. In Italia la specie è da considerarsi come migratrice regolare e nidificante irregolare anche se da alcuni anni sono sempre più numerose le coppie che si riproducono in Piemonte, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia; recentemente nidificazioni sono avvenute anche in Toscana, Lazio, Campania, Sicilia e Calabria. In quest’ultima regione la prima nidificazione accertata è stata nel 1992 nella Piana di Sibari seguita da altre sporadiche nidificazioni negli anni successivi. Solo dal  2001 la specie ha iniziato a riprodursi  regolarmente tutti gli anni, passando da una a cinque coppie nidificanti.
 
Migrazione: 
cicogneLa Cicogna bianca è un migratore a lungo raggio e con il sopraggiungere dell’autunno le famiglie si riuniscono in grandi stormi e iniziano la migrazione che li porterà nel sud Africa. Spettacolari sono i passaggi sugli Stretti del Bosforo, di Gibilterra e in misura minore, su quello di Messina. L’Italia viene attraversata due volte l’anno da molte cicogne in migrazione che nidificano in Germania, Olanda, Svizzera e la migrazione primaverile è quella più numerosa.
 
Problemi e minacce
Grazie alla sua abitudine di nidificare in strutture di origine antropica, la Cicogna è entrata in molte leggende e in tutti i Paesi da sempre la specie è considerata di buon auspicio, simbolo di felicità, fecondità, fortuna, portatore di nuova vita.
In realtà l’uomo ha vissuto da sempre vicino a questo animale fino a quando non ha esagerato con i suoi comportamenti di “dominatore” della natura e l’ha ridotto, in Italia, all’estinzione. Mentre in gran parte dell’Europa la Cicogna è presente, (anche se in diminuzione), nel nostro Paese si è estinta da oltre 300 anni. Il declino della Cicogna bianca, che ha interessato tutta l’Europa e l’Italia in particolare, è imputabile principalmente alla distruzione e al degrado del suo habitat; infatti la campagna intensamente coltivata trasformata in monocoltura, l’eliminazione delle siepi, delle zone umide, rende difficile la sopravvivenza a questa ed altre specie di animali selvatici, in quanto una agricoltura piatta provoca la progressiva perdita di biodiversità a danno di quelle specie che, come la Cicogna, sono estremamente esigenti. A questo bisogna aggiungere l’uso massiccio e sconsiderato di pesticidi in agricoltura che si ripercuote direttamente sulle prede delle cicogne. Inoltre tralicci e linee elettriche sono delle vere e proprie trappole mortali per questa ed altre specie di medie e grandi dimensioni. 
Pur essendo tutelata dalla legge, e considerata una specie superprotetta, atti di bracconaggio nei confronti di questo animale sono, purtroppo, ancora frequenti e questa causa in particolare ha impedito la costituzione e il mantenimento di popolazioni nidificanti fedeli al territorio. Nonostante tutto L’Italia, però, è stata costantemente interessata dalla presenza di Cicogne, sia durante la migrazione primaverile che quella autunnale e a partire dagli anni cinquanta sono stati registrati alcuni spontanei tentativi di nidificazione nel settore occidentale della Pianura Padana, nella maggior parte dei casi con esito infausto a causa dell’intervento dell’uomo. Solo a partire dal 1985, anno di attivazione del primo Centro di riproduzione della Cicogna bianca a Racconigi, si è potuto assistere ad un lento ma costante incremento della popolazione nidificante e sono sempre più ripetute le segnalazioni di nidificazione dal Piemonte alla Sicilia.