Il cardo mariano Silybum marianum, o carciofo selvatico, è una specie spontanea molto comune nelle nostre aree incolte, facile da trovare nel periodo di Marzo-Maggio, soprattutto nei terreni argillosi
La pianta veniva usata regolarmente nella nostra cucina contadina,. Il piatto purtroppo si sta perdendo ,provare a rilanciarlo come tipico locale è cosa buona, ancora oggi qualche fruttivendolo imperterrito lo propone in qualche bancarella, soprattutto a Pisticci, dove è molto consumato.
Lavare e pulire i cardi eliminando le foglie spinose e le parti più dure,poi tagliare le costole del cardo nel senso della lunghezza in pezzi lunghi circa 10 cm e privarle dei filamenti con un coltello. Risciacquarli e metteteli a lessare in acqua salata e scolarli ancora al dente.Sistemarli in una teglia su uno strato di pangrattato, parmigiano grattugiato, aglio, prezzemolo, olio e pepe e ricoprirli con uno strato dello stesso composto.Infornare a 200°C e farli dorare fino a formare una crosticina.
Dal punto di vista nutritivo è un toccasan del fegato, è noto per l'alto contenuto di silimarina (1,5-3%), una miscela di flavonolignani (silibina, silidianina, silicristina) che funge da potente antiossidante ed epatoprotettore. Il cardo mariano agisce sui livelli di colesterolo nel sangue, aumentando l’HDL e diminuendo il colesterolo VLDL, LDL e i trigliceridi. Ciò si traduce con un importante effetto benefico sul sistema cardiovascolare poiché, a condizioni invertite, ovvero con trigliceridi, colesterolo LDL e colesterolo VLDL elevati, vi è un maggior rischio di sviluppare l’ipertensione, la malattia coronarica, la malattia cerebrovascolare ischemica e la malattia vascolare periferica.


