Stampa
Visite: 1512

 Granchio blu, combattiamolo a tavola!!!

Nonostante il periodo di grande incertezza in cui ci troviamo a vivere a causa del Covid 19, un punto fermo è l’impegno del Comune di Policoro nel contrasto alla diffusione delle Specie Esotiche (Alloctone o Aliene) Invasive (IAS).

Il 20 Ottobre 2020, presso la Casa comunale, si è tenuto un incontro di aggiornamento sulle fasi operative del progetto “Granchio Blu”, finanziato dalla Regione Basilicata con fondi PO FEAMP 2014-2020 – Misura 1.44 di cui l’Ente è Soggetto Capofila. Alla riunione hanno preso parte l’Assessore all’Agricoltura del Comune di Policoro, Maria Teresa Prestera, affiancata dal RUP, l’ing. Michelina Larocca, il Dr. Stefano Sacchetti e il Dr. Gianluca Zuffi per la Hydrosynergy Soc. Coop., Spin-off dell’Università degli Studi di Bologna nonché Partner Responsabile scientifico, il Dr. Gianluca Cirelli e la Dr.ssa Annachiara Pisto per l’Organizzazione Aggregata WWF Costa Jonica Lucana e Aree Interne, Soggetto Responsabile per la parte Tecnica operativa, la Dott.ssa Maria Italia Francolino la quale portava al tavolo anche la voce del Presidente del CEA di Bernalda e Metaponto, il Dr. Agr. Geremia Ninno, Soggetto Responsabile per le parte della Comunicazione .

Il progetto “Granchio Blu” si propone di contenere la popolazione di Callinectes sapidus (Rathbun, 1896), promuovendo la conservazione della biodiversità ittica autoctona della Regione Basilicata. Il Callinectes sapidus o Granchio blu è un crostaceo alloctono originario delle coste atlantiche del continente americano, adattabile a differenti caratteristiche ambientali. Tali caratteristiche, unite a notevole voracità ed aggressività rendono la specie una potenziale minaccia per gli ecosistemi che colonizza.

La prima segnalazione in acque italiane risale probabilmente al 1949, nell’alto Adriatico. La specie si è progressivamente diffusa in gran parte del Mediterraneo ed è stato segnalata per la prima volta nel mare Jonio lucano (foce del fiume Agri) nel mese di luglio del 2008 da parte di due Funzionari dell’ Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Regione Basilicata (ARPAB), il sig. Leonardo Miglio, tecnico esperto, che è stato il primo a catturare alcuni esemplari di granchio, ed il Dr. Gaetano Caricato, dottore agronomo ed esperto ittico, che ha provveduto alla loro identificazione e prima segnalazione in Basilicata.

Ad oggi il granchio risulta presente alle nostre latitudini purtroppo in un numero sempre più elevato, probabilmente a causa del cambiamento climatico e delle ideali condizioni ambientali del territorio (Telesca et al., 2015 in Mediterranean Forum on Water Resources) ed è causa di danni sia alle popolazioni acquatiche autoctone, decimandole, sia ai pescatori di piccola pesca costiera perché attacca le prede catturate deprezzandole ed anche perché crea grossi danni alle reti da pesca che dopo poche settimane risultano inutilizzabili (Caricato et al., 2014 in Intenational Simposium Small Solutions For Big Water Related Problems). Il progetto mira pertanto a determinare quali specie autoctone siano impattate ed a valutare gli effetti dell’attività di rimozione del granchio. Dopo una prima fase di formazione a distanza indirizzata agli operatori dell’Oasi WWF Heracleia di Policoro che si occuperanno della cattura del Granchio blu, gli stessi tecnici con il supporto dei colleghi di HYDROSYNERGY Soc. Coop. hanno effettuato dei sopralluoghi presso i fiumi Agri e Sinni e le zone umide limitrofe, al fine di ricercare i punti di pesca più idonei e pianificare attraverso indagini preliminari la migliore strategia di cattura.

Nei giorni 13, 14 e 15 settembre u. s. è stato effettuato il primo monitoraggio faunistico: nelle stazioni di pesca, sono stati effettuati i censimenti di ittiofauna, macrobenthos e la rilevazione dei principali parametri chimico-fisici dell’acqua e delle tipologie ambientali. A questa prima campagna di monitoraggio seguiranno azioni di contenimento /controllo delle popolazioni di Granchio blu nelle aree di progetto. Nelle zone di foce e nelle acque interne saranno attivate campagne di pesca al granchio tramite posa di nasse, effettuate dal personale del WWF di Policoro, così come inizieranno le attività di contenimento in mare con l’aiuto dei pescatori della Società Cooperativa NEREIDE, da sempre attenti a mettere in atto pratiche di pesca sostenibili.

I dati fin qui raccolti, consentiranno di identificare possibili filiere agro - chimico - biologiche di sfruttamento dello stock di Callinectes sapidus basate su un principio di economia circolare e di valutarne la fattibilità economica. Il Granchio blu infatti è un crostaceo prelibato, molto apprezzato in America per le sue caratteristiche organolettiche e che in alcuni paesi del Mediterraneo, come Grecia e Turchia viene già pescato e commercializzato. A tal fine, una parte del pescato verrà consegnata alla DE. RA. DO. S.r.l., Azienda Materana che commercia e trasforma prodotti ittici che sperimenterà l’inserimento di prodotti alimentari a base di granchio sul mercato fornendo un feedback di tale attività, parte sarà utilizzata per condurre studi sulla produzione di biopolimeri. Infine ma non per minore importanza, il progetto “Granchio Blu” pone grande attenzione all’azione di Dissemination. Sono previste infatti diverse attività di comunicazione rivolte sia a Target specifici (Associazioni, Istruzione, Istituzioni) che al grande pubblico (Turisti, Cittadini). Un ruolo importante è riservato alle scuole. Gli studenti delle classi di cucina dell’ultimo ciclo degli Istituti Alberghieri (I.P.S.E.O.A.) verranno invitati a partecipare ad un Concorso culinario per cimentarsi nell’elaborazione di piatti a base di Granchio blu con l’utilizzo di parte del pescato che altrimenti diverrebbe rifiuto con i relativi costi di smaltimento. L’intento è di confezionare un vero e proprio menù a base di Callinectes sapidus che i ristoratori della fascia Jonica lucana potranno proporre ai loro avventori. Che tutto questo possa favorire l’inserimento lavorativo di giovani e promettenti cuochi? Ce lo auguriamo.

Il progetto “Granchio blu” che il Comune di Policoro insieme agli altri Partners di progetto hanno messo in campo è ambizioso e innovativo: un nuovo modo di fare reddito per i pescatori professionisti e per i ristoratori che consentirà parallelamente il contenimento di una specie esotica invasiva che minaccia la biodiversità ittica che abita le aree protette lucane; la Costa Jonica lucana ne trarrà grossi benefici, dal punto di vista ambientale, economico e sociale. Se siete curiosi o se vorrete saperne di più non resta che seguire i profili social (Facebook, Twitter, Instagram) dedicate al Progetto “Granchio Blu”. 

   

                                        

 

       Seguici