Chiesa di San Biagio alla Avinella

 
san biagio alla venella 20L’antica cappella sorge sui resti di un edificio o di un insediamento più antico del quale per ora si conosce solo la necropoli databile all’alto medioevo (sec. X-XII). La chiesetta  si San Biagio, visibile per chi transita sulla Basentana, è in stretto rapporto con la necropoli e ne condivide la datazione. E’ stata ricostruita più volte. La fase più antica è testimoniata dalle mura perimetrali esterne (sec. XI-XII) nelle quali sono utilizzati grandi conci di tufo provenienti da edifici greci o indigeni. Originariamente doveva avere un tetto in legno, sostituito da una volta poi crollata. Una seconda copertura a volta è stata realizzata, intorno al XVII secolo, raddoppiando la muratura con l’addossamento dall’interno di due archi per lato. Abbandonata nel secolo XIX è infine crollata. La chiesetta degli anni 50-60 era ancora consacrata officiata al culto, poi dopo gli scavi archeologici è stata abbandonata ,sconsacrata(?) e spogliata e adesso è sotto la tutela ella Soprintendenza per i Beni Archeologici. Al suo interno è ancora visibile la nicchia dove presumibilmente era presente la statua di San Biagio e le mura intonacate. Nelgli anni 70 è stata anche utilizzata come ovile.interno chiesa san biagio1
 Nel 1677 risulta officiata dal clero della Chiesa Madre che in occasione della festività del Santo, provvedeva anche ad una processione campestre con le candele in mano. Un antico detto bernaldese diceva, "puort a cannel a Sand Vlas, ca tedda guariscje u cannanoscje, a recchje e u nas."(Cit. prof. Angelo Tataranno).
La processione di San Biagio, che si svolgeva il 3 Febbraio, partiva da Bernalda fino alla sorgiva che si trova nell'area archeologica, l'acqua sulfurea della sorgente, secondo la tradizione,era terapeutica per il mal di gola. La presenza di questa sorgente, molto copiosa, giustifica la presenza nell'area, di un importante santuario magnogreco extraurbano (è l'area archeologica più importante dopo il parco archeologico di Metaponto),ma anche la villa romana più grande presente nella chora metapontina con annesse vasche termali collegate alla sorgente sulfurea.
Testimonianze importanti del culto di S. Biagio a Montescaglioso sono presenti nella chiesa delle " Donne Monache " (la SS. Concezione) annessa al monastero delle Benedettine ove si conserva una statua ed alcune reliquie del Santo. Una immagine di S. Biagio affrescata (datazione 1523) è venuta alla luce nei recenti restauri della chiesa di S. Maria in Platea, appartenuta ai Benedettini dell'abbazia di S. Michele Arcangelo che possedevano anche la chiesetta di S. Biagio dll'Avenella, attualmente nel territorio di Bernalda. Questi ultimi elementi evidenziano uno stretto rapporto tra il culto ed i Benedettini, probabilmente determinato, almeno per Montescaglioso, dalla pertinenza del culto di S. Biagio con i cicli e le attività agropastorali. Le due cappelle di Montescaglioso, infatti, sorgono in territori destinati al pascolo ed in adiacenza ad antichi tratturi lungo i quali si muovevano greggi e mandrie. 

san biagio alla venella 6

Quello di S. Biagio è uno dei culti cristiani più antichi ed è condiviso anche dalla chiesa d’Oriente. San Biagio, Vescovo di Sebaste, visse e fu martirizzato con la decapitazione nel IV secolo d. C dopo essere stato scorticato con pettini di ferro e gettato in un lago. Prima di diventare Vescovo era stato medico. Per sfuggire alle persecuzioni aveva vissuto in una grotta tra i monti ove avvicinato dagli animali selvatici, li ammansiva e curava. Fu martirizzato dal governatore romano Agricolao. Tra i miracoli del Santo, l’intervento per salvare la vita di un ragazzo soffocato da una lisca di pesce. Per questo è invocato contro il mal di gola. Il culto si è diffuso il culto soprattutto per la protezione accordata agli animali e le grandi virtù taumaturgiche del Santo. Nella civiltà agropastorale il culto di S. Biagio, ha sostituito le antiche divinità preposte alla tutela della terra e degli animali. Le più importanti reliquie di S. Biagio sono conservate proprio in Basilicata nel santuario dedicato al Santo a Maratea Vecchia. San Biagio è anche patrono di Rapolla e Cancellara ove la festa si celebra il 3 Febbraio. In questi paesi è ancora vivo l'uso di invocare la protezione del Santo incrociando due candele sotto la gola. Tra le grandi città dedicate a S. Biagio, anche Dubrownik (l’antica Ragusa) sulla sponda balcanica .
 
 
 
 
sorgente san biagio 
 
Sorgente sulfurea di San Biagio alla Avinella
 
1980 SCAVI SAN BIAGIO 
Veduta panaoramica, scatto  del 1980,con alle spalle la SS Basentana, è visibile la chiesetta di San Biagio sulla collina e le fondamenta della villa romana di San Biagio
con annessa piscina termale
1980 SCAVI SAN BIAGIO3
Particolare della Piscina Termale romana di San  Biagio