Metaponto, città tra due fiumi, questa è una delle ipotesi del nome della antica città della Magna Grecia. 3000 anni di storia ed altrettanti di lotte contro i fiumi Bradano e Basento. Storia fatta di prosperità, ricchezza e alluvioni a ripetizione.

La storia si ripete .Siamo ancora qui a raccontare l’ennesimo disastro annunciato. Due Dicembre 2013, secondo giorno di allerta meteo, noi di Cea , disobbedendo anche alle raccomandazioni del “rimanere a casa” ,abbiamo sfidato le intemperie e abbiamo voluto dare il nostro contributo alla causa , catturando immagini da tutto il territorio di Bernalda, affinchè tutti sappiano.

Solo l’ennesima testimonianza del dramma che vivono i metapontini, bersaglio tra due fuochi ed ogni temporale. Per la cronaca i due fuochi sono rispettivamente il Fiume più lungo (Basento) e quello con maggiore portata (Bradano) della Basilicata. L’acqua di mezza Basilicata, si riversa nella “pianura” alluvionale di Metaponto.

Anche oggi riportiamo quanto visto lungo le principali vie di comunicazione di Bernalda, SS407, SS106, SP 175.

 

SS 407, Basentana. Sempre presidiata dai messi d’opera, ma il fango continua comunque a scendere sul manto stradale dalle zone critiche (Sant’Angelo e Avinella), ma comunque transitabile. Sul versante ovest della carreggiata è visibile il Basento esondato in più punti, soprattutto nel versante di Pisticci in quanto , i nuovi argini realizzati in contrada Avinella hanno tenuto abbastanza, finora. I canali di scolo tra Statale e Fiume, sono state ripuliti e ciò ha consentito lo sgrondo delle acque dai campi coltivati adiacenti alla Basentana.(nella foto immagini di cavalli sulle rive del Basento)

SS 106 direzione Policoro. Il tratto bernaldese è tutto sgombro,l’argine del Basento in località Mercuragno, appena finito di riparare qualche giorno fa, regge la spinta del fiume, ma questo ormai scorre impetuoso al limite tra il colmo dei due argini,ma mancano pochi centimetri alla tracimazione. I campi coltivai sono già comunque allagati per effetto della tracimazione del canale adiacente la ferrovia. Fa un certo effetto osservare stormi di gabbiani svolazzare in un lago formatosi in un …. campo di carciofi e un albicoccheto.

SS 106 direzione Taranto. Tratto stradale sgombro, campi allegati anche qui sui due lati della strada, in prossimità dell’incrocio con la SS175 , la importante arteria jonica è chiusa , il traffico viene deviato sulla SS175. In prossimità di Tarantini ,sempre grande dispiego di forze nei pressi della azienda agricola Esposito, (da pochi giorni ha aperto un moderno caseificio), ma il livello del Bradano rispetto al giorno precedente, è sceso di un metro sotto il colmo dell’argine,ma è appena arrivata la notizia della apertura della Diga di San Giuliano,giunta al limite, nei volti degli agricoltori si legge lo sgomento .

SS 175 direzione Metaponto. La zona alta della Necropoli Crucinia, zona Giacovelli-Casaricotta, non sono interessate ad allagamenti di campi, ma a valle , in località Sansone, i campi sono completamente sommersi dalle acqua, un unico grande lago che va dalla SP 175 fino al fiume Bradano, segno evidente che il fiume Bradano a valle della SS106 o ha rotto gli argini o è tracimato.

Parco Archeologico Apollo Licio. Nella notte l’acqua ha superato il livello della strada che porta gli scavi , i vigneti ai due lati della strada sono sotto un metro di acqua ed il Parco Archeologico è di nuovo pieno di acqua, peggio di un mese fa..Tutti gli sforzi dei Vigili del Fuoco ,che per giorni hanno lavorato con potenti idrovore per togliere l’acqua dal bacino del Parco, a seguito degli appelli del Soprintendente dei Beni Archeologici di Basilicata dott. Antonio De Siena, sono risultati vani , siamo punto e capo, anzi peggio,le foto testimoniano che il livello dell’acqua è andato oltre l’ultima alluvione. Di nuovo c’è che è completamente allagato anche il Castro romano sito dall’altro lato della strada. La grande campagna di informazione via web che ha fatto questo sito, le cui foto sono state pubblicate sui grandi network locali e nazionali, ha contribuito ha sensibilizzare le coscienze, tante mobilitazioni di intellettuali,qualche risorsa regionale, ma il problema non è stato risolto. Adesso tutto a capo.

Metaponto Borgo. Nei volti degli abitanti del Borgo c’è una sorta di rassegnazione, ahimè i meta pontini cominciano a farsene una abitudine, il loro borgo 60 anni fa è stato costruito al di sotto del piano di campagna . Basta che i canali adiacenti al ciglio stradale esondino e il villaggio è sotto acqua. Tutte le strade sono sommerse dalle acque, si osservano sacchi di sabbia su qualche saracinesca e tanta gente che tira fuori le proprie cose dai locali a piano terra, tutti sommersi dalla acque. Il limite del livello massimo delle acque è presente sui muri, nella mattinata è sceso di una decina di centimetri. Negli abitanti c’è rabbia e rassegnazione, le forze della protezione civile coordinate in soccorso , aiutano la popolazione nelle operazioni di sgombero, ma questa volta c’è poco da uscire fuori, il grosso è stato tirato fuori meno di un mese fa, quando si sono persi arredi e suppellettili presenti ai piani terra e negli scantinati. Il Castello di Torre Mare, circondato dalle acqua, appare come se fosse stato ripristinato l’antico fossato perimetrale di protezione.

Metaponto Lido. Dall’alto del cavalcavia,la macchina fotografica immortala. un unicum di acqua dal Bradano al Basento. Il cavalcavia è stato realizzato laddove era presente, fino alla fine del XIX secolo, il Lago di Santa Pelagina, fa un certo effetto vedere tutta quell’acqua, come se madre natura, solo per qualche giorno, abbia voluto riprendersi ciò che le è stato tolto, con interventi antropici,che a questo punto , diremmo non proprio ottimali. La strada che porta ai villaggi sul versante Bradano è transitabile solo con le barche, il villaggio Alessidamo è sott’acqua, ma in lontananza si scorge nell’acqua anche il villaggio Metatur. Il centro abitato di Metaponto Lido è sostanzialmente poco allagato e transitabile su tutte le vie, il lato Bradano, zona Ermitage, è irraggiungibile a causa dell’allagamento della strada di accesso.

Il mare. Onde alte alcuni metri, color marrone scuro, fanno paura. La loro energia si spegne in diversi tratti contro il muretto del lungo mare, ultimo baluardo a protezione del centro abitato. Sul lungomare incontriamo l’assessore Braia con tutto lo staff della Protezione Civile, tutti sensibilmente preoccupati. Scambiamo due parole, il suo sfogo “Bisognava pensarci prima e lavorare sulla prevenzione” . Musica per le orecchie di tutti, lo diciamo da tempo,ma non è il momento di discutere, ora serve il fare. Le furia delle onde hanno provocato danni seri a tutti gli stabilimenti balneari, anche se quello che sembra abbia avuto la peggio è il Nettuno, ironia della sorte… stesso nome del ciclone.

Foce del Basento. Sull’argine del fiume Basento in prossimità della Masseria,nella vasta area golenale che va dalla ferrovia al mare , si è formato un unico grande bacino in cui svolazzano aironi,garzette e gabbiani, il salicornieto è completamente in acqua. I brandelli della duna, sono in via di demolizione definitiva, nel salicornieto si mescolano acqua dolci e salate. I punti in entrata ed in uscita delle acque creano rivoli paurosamente turbolenti.

Serramarina. E’ un villaggio fantasma, la via dei poderi è percorsa solo dalle forze dell’ordine, la notizia della prossima apertura della diga di San Giuliano ha accelerato l’evacuazione totale di tutte le palazzine rurali.

San Marco. Dalla provinciale si osservano quasi tutti i campi completamente allagati.

Si ritorna a casa proprio mentre una nuova burrasca di acqua scrosciante , si abbatte sulla SP 175 e sulla SP del Consorzio di Bonifica di Metaponto, il fango invade quasi tutto il manto stradale, rendendola poco sicura.

Tutto questo per la cronaca e a memoria per le generazioni che verranno.

Bernalda, 02/12/2013