riserva copiaLa Riserva era fino agli anni '50 un'area spopolata, deserta, occupata da estesi acquitrini, famosa per la presenza dell'anofele, la zanzara che propagava la malaria. La spiaggia presentava cordoni dunali di qualche metro superiore al livello del mare, mentre le aree interne avevano suoli argillosi e impermeabili, di difficile sgrondo, per cui l'acqua, proveniente dalle pioggie e dalla falda superficiale, ristagnava formando estesi acquitrini nelle zone depresse.

L'area fu soggetta ad un imponente intervento di bonifica idraulica, iniziato nel 1925, mediante la costruzione di una fitta rete di canali di scolo e di arginature. Il suolo venne sistemato a baulature, al fine di creare uno spessore di terreno per la coltivazione libero da ristagni. A completamento della bonifica fu realizzato un notevole intervento di rimboschimento, per costituire una copertura vegetale stabile, in grado di proteggere le colture agricole dell'entroterra dai venti marini ricchi di salsedine. il rimboschimento iniziò nel 1935 dal Consorzio di Bonifica, a partire dal confine con la provincia di Taranto. Nel 1942 l'area venne in consegna al Corpo Forestale dello stato, che proseguì i lavori di rimboschimento fino al 1954. Oggi la pineta costiera occupa il posto di quella che era un'area paludosa e malsana.

La Riserva forestale di protezione METAPONTO si estende per 240 ettari lungo la costa Jonica lucana, tra le foci dei fiumi Bradano e Basento, nel comune di Bernalda. Custodisce al suo interno una varietà di ambienti particolari, un sistema di ecosistemi collegati e integrati che garantisce protezione dal mare e biodiversità:

- le aree umide che si spingono fino alla costa, con la loro tipica vegetazione igrofila (che predilige ambienti umidi) e alofita (che predilige ambienti salmastri e salini);

- le zone dove domina incontrastata e rigogliosa la macchia mediterranea;

- la pineta litoranea, con il tipico assortimento di pini costieri.

tale patrimoni ambientale, risultato del rimboschimento di una difficile zona retrodunale litoranea, svolge oggi un insieme di insostituibili funzioni ecologiche e protettive, per le quali è stato sottoposto a tutela come Riserva Forestale di Protezione.

Sulla costa di Metaponto confluiscono nel mare Jonio due importanti fiumi, il Bradano e il Basento. Le loro foci sono aree di grande interesse per la Comunità europea, che le ha incluse nella Rete Natura 2000 come SITI DI IMPORTANZA COMUNITARIA (SIC). Tali aree si caratterizzano per l'interessante ambiente di estuario, compressivo dell'alveo di esondazione, dei terrazzi alluvionali e delle residue zone umide retrodunali. Si tratta di aree depresse, poste al di sotto del livello della duna costiera, con una falda acquifera superficiale che favorisce la formazione di ristagni idrici. Si configura, nell'insieme, un ambiente vario e ricco di biodiversità nel quale si individuano habitat prioritari e di interesse comunitario, tra cui le dune costiere con ginepri, le lagune costiere, la vegetazione pioniera di salicornia e di altre specie delle zone fangose e sabbiose e i pascoli inondati mediterranei.