Il sito è compreso nella Riserva Forestale di protezione Metaponto in agro di Bernalda, lungo la costa Jonica della Basilicata. Si tratta di una costa bassa formata da sedimenti continentali quaternari con prevalenza di sabbie e, presso la foce del fiume, di limo e argille. Il comprensorio, soggetto a ristagni idrici, è stato bonificato negli anni '40 e successivamente interessato da interventi di rimboschimento. Si è così creata un'area umida costiera ricca di habitat diversi, che ospitano esemplari di uccelli migratori ed estivanti di interesse comunitario. Il bioclima è termomediterraneo (regione xeroterica) (temperatura media annua = 16/17°C). Sono particolarmente rappresentativi i popolamenti psammofili, retrodunali e di acque salmastre. Importanti i popolamenti a Euphorbia terracina e quelli a Juniperus turbinata e Juniperus macrocarpa per il loro significato relittuale. Importante area di sosta per l'avifauna migratoria.

L’area è per il 50% di proprietà pubblica e per il 50% privata. Gli usi principali del suolo sono l’agricoltura (30%), le attività turistiche (20%), l’uso urbano (5%) ed aree di conservazione (45%). Questo SIC è un’area costiera umida ricca di differenti habitat, quali paludi salate (5%), dune sabbiose (20%), corpi d’acqua (10%), boschi di conifere (50%), boschi sempreverdi (15%). Il clima è mediterraneo con una temperatura media annuale di 16-17°C, e piovosità media inferiore ai 500mm l’anno. L’area SIC è particolarmente vulnerabile a causa dell’erosione costiera e delle peculiari condizioni climatiche.

Flora:

La Riserva è oggi occupata da una pineta a prevalenza di Pinus halepensis e Pinus pinea, in buone condizioni vegetative, cui si accompagna la macchia mediterranea costituita prevalentemente da lentisco (Pistacia lentiscus), fillirea (Phillyrea latifoglia) e ginepro (Juniperus sp). La vegetazione erbacea, quasi sempre abbondante, è rappresentata da specie caratteristiche degli ambienti dunali e di terreni bassi con ristagni idrici. Sono presenti: la cannuccia marina (Arundo phragmites), il giunco (Juncus acutus), l'eringio (Eryngium maritimum), la bardana (Arctium lappa), la smilace (Smilex aspera) l'asparago (Asparagus acutifolium) oltre a svariate graminacee. Particolarmente significativi i popolamenti psammofili, retrodunali e di acque salmastre. Popolazioni di Euphorbia terracina, Turripens turbinata and Juniperus macrocarpa hanno un ruolo importante per il loro significato relittuale. Sulle dune sabbiose ci sono specie le cui popolazioni sono in declino come il giglio di mare Pancratium maritimum.

Fauna:

L’area è un’importante luogo di sosta per specie di uccelli migratori di interesse comunitario. In particolare le specie seguenti, incluse nella lista della Direttiva 79/409 sono presenti in diversi periodi dell’anno: Platalea leucorodia, Egretta garzetta, Plegadis falcinellus, Gelochelidon nilotica, Circus aeruginosus, Alcedo atthis, Ardea purpurea, Ixobrychus minutes, Sterna albifrons, Caprimulgus europaeus, Himantopus himantopus, Nycticorax nycticorax, Ardeola ralloides, Coracias garrulous. Tra le altre specie animali considerate nella Direttiva 92/43, la presenza di Testudo hermanni, Emys orbicularis, Elaphe quatuorlineata è comune nel SIC. La falena Brythis crini, le cui larve si nutrono di foglie, fiori e bulbi del giglio di mare è considerata una specie a rischio; il curculionide Phoeniconyx gobbii legato ai fiori della rara gimnosperma Ephedra dystachia è una specie ormai rara.

(fonte http://www3.corpoforestale.it)