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castrumPresso il castro romano di Metaponto , è presente la pianta di una basilica bizantina. Era la Metaponto dell'età imperiale romana,il sito diviene popoloso,un insediamento paleocristiano importante, gli scavi hanno portato alla luce tra l'altro la pianta della Basilica Bizantina  a tre navate con battistero, delle dimensioni di 23x13 metri ed una stazione termale. Secondo gli storici la basilica era dedicata alla Vergine Maria. Il sito dopo il VI secolo fu progressivamente abbandonato(a seguito di un grande incendio) mentre  si popolava  attorno ad un complesso monumentale  un altro sito importante, Turris Maris, datato (?) solo attorno all'XI secolo.

 

Metaponto sede di diocesi?

 Con la fine del V secolo sembra completarsi ufficialmente il reticolo delle diocesi: Potenza, Acerenza,

Venosa, Grumentum, documentate oltre che dalle fonti letterarie, da fonti archeologiche ed epigrafiche.

Un discorso a parte richiede Metaponto, centro proposto come sede episcopale solo sulla base della documentazione archeologica degli ultimi anni che ha portato alla luce un complesso religioso articolato in una basilica e un battistero , in cui possono riconoscersi diverse fasi di vita databili tra la metà del IV  e la metà del VI secolo. Questa interessante documentazione archeologica e l’accertata continuità di vita in epoca tardoantica dell’insediamento di Metaponto L’insediamento, molto attivo fra IV e VI secolo, attraversò una profonda crisi che ne determinò l’abbandono definitivo conuna parcellizzazione di nuclei abitativi sparsi sul territorio fino alla creazione di un nuovo centro, Castrum Sanctae Trinitatis prima e poi Torre di Mare: (cfr. Bertelli, Roubis 2002).  ha indotto gli studiosi ad ipotizzare l’esistenza di una sede episcopale, anche a motivo dell’assenza di una diocesi in un’area molto vasta che, partendo dalla costa tarantina meridionale, arriva fino a Copia Thurii in Calabria e, nell’interno, lambisce i territori delle diocesi di Canosa, Acerenza, Potenza e Grumentum  L’”isolamento topografico” del complesso paleocristiano, una sorta di “monumentalizzazione di facciata per un insediamento di modesta entità” e il riscontrato processo di “involuzione” di Metaponto da città a vicus – come osservato da Arthur, il complesso paleocristiano è circondato da piccoli edifici con macine a mano  –, mi ha indotto ad ipotizzare che Metaponto possa essere stata sede di un chorepiscopus, che avrebbe esercitato le sue funzioni in un’ampia area caratterizzata dall’assenza di insediamenti urbani di una certa rilevanza . La diocesi metapontina dovrebbe aver avuto, comunque, vita breve e non sarebbe durata oltre il VI secolo