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E’ una graziosa chiesetta sconsacrata sita in Corso Italia, dalla facciata semplice intonacata, ma non colorata, ma dagli interni rifiniti con particolare cura. Una lapide posta sul fronte della Chiesa dell'Immacolata Concezione testimonia la sua costruzione avvenuta nel 1732, ad opera del Cantore don Francesco e di don Berardino Fischetti, di fronte al loro palazzo nella via principale poco distante dal castello, così per onorare tale famiglia la cappella è tuttora denominata "di Fischetti".

Gli anziani del centro storico ancora ricordano il suono della sua campanella, la sua apertura al culto soprattutto l’8 dicembre, giorno dell’Immacolata e i rosari in particolari giornate liturgiche.

La chiesa è stata adibita qualche decennio fa a Pinacoteca Comunale e negli ultimi anni,grazie all’impegno dalla nostra associazione e di Irene Viggiano nello specifico, è stata aperta al pubblico, in estate o nel periodo natalizio.

La chiesa, grazie alle sollecitazioni degli abitanti del centro storico ed al nostro impegno, ha subito nella scorsa primavera un primo intervento di ristrutturazione, consistente nel ripristino della impermeabilizzazione del tetto, intervento eseguito con il contributo dalla famiglia Fischetti ancora proprietaria della cappella.

Interventi importanti sono da eseguire all’interno, soprattutto il ripristino degli stucchi.

Sulla facciata esterna è assolutamente da restaurare la lapide con la scritta in latino della sua edificazione e il suo piccolo campanile.

All’interno ,tra gli straordinari stucchi ancora presenti, vi erano tre grandi dipinti del pittore bernaldese Cosimo Sampietro, quello centrale raffigurante l’Immacolata Concezione ,   dietro l’altare, e rispettivamente Santa Rita e Santa Teresa ai lati della chiesetta. Il quadro della Immacolata è a Roma in casa dei proprietari, il quadro di Santa Teresa è nel caveau de Museo di Metaponto mentre non vi sono informazioni certe sul quadro di Santa Rita.

La nostra associazione, ha fatto stampare delle copie dei quadri (a bassa risoluzione purtroppo) che sono stati allocati nelle cornici vuote della chiesetta. E’ stata una scelta provvisoria che ha fatto storcere il naso a qualcuno, ma che la gente ha apprezzato, in attesa di risorse per realizzare delle copie di buona fattura realizzate da artisti , visto che non si può pensare al ritorno degli originali in quanto la chiesetta non ha le condizioni di sicurezza per evitare furti.

 In merito alla storia della chiesa riportiamo gli importanti contributi del professori Franco Armento "Bernalda: chiese e clero nel XVIII secolo", Dino D’Angella (Storia di Camarda e di Bernalda ) e Angelo Tataranno (Istoria Civica di Bernalda 1798 di Filippo Ambrosano) e Tesi di Laurea in Architettura “Bernalda: Profilo di Storia Urbana” dell’arch. Franca Digiorgio  .

 "Bernalda: chiese e clero nel XVIII secolo" di Francesco Armento 1982,

 La data di costruzione di questa chiesa o, forse con ogni probabilità di riattamento a luogo sacro, risale alla prima metà del XVIII secolo.

Le poche notizie si ricavano dalla lapide che si trova sulla facciata al di sopra della porta: Berardino Fischietti la fece erigere nel 1732 e la dedicò alla vergine Immacolata Concezione

Tibi o Virgo / sine labe concepts/ ut a labe/ paenaque  peccati / immunem  reddas/ I.D.D. Berardinus Fischetti/  sibi subisque/erexit dicavit anno Domini 1732. Traduzione: A te o Vergine concepita senza macchia affinché tu renda immune dalla vergogna e dalla pena del peccato illustrissimo signor dottore Berardino Fischetti pose per sé ed i suoi nell'anno del Signore 1732

Nel 1740 i canonici materani festa è De Robertis, incaricati dall'allora Monsignor Lanfranchi, procedono alla Visitatio  capellarum at primo Immacolata conception, era il 18 maggio. i due canonici trovano che la Chiesa è dotata a sufficienza, costruita solidamente, ragion per cui i delegati vescovili non possono non congratularsi per il tutto.(“…habet dotem sufficienter, et optime instructa est (…) quam omia domini convisitatores laudaverunt”) Traduzione: Ebbe una dote più che sufficiente, e fu ottimamente ordinata, tanto che i visitatori lodarono tutte le cose del signore

Vi era un solo altare, un confessionale e le suppellettili sagre in ordine è a sufficienza. la visita pastorale del 1761 sì garantisce ancora in proposito: “visitavit (…) cum eius unico Altare, et sede confessionali , et omnia bene se habentia invenit. Visitando sacras supellectiles tantum de velo albi coloris provider iussit “Visitò... con il suo unico Altare, e sede del confessionale, e trovò tutte le cose aventi il bene. Durante la visita (nel visitare) ordinò che le sacre suppellettili fossero coperte da un velo bianco

 Storia di Camarda e di Bernalda di Dino D’Angella 1983

Il prof.D. D’Angella nela sua  Storia di Bernalda e di Camarda aggiunge la facciata, di un marmonon pregiato, ha una porticina sormontata dalla lapide di cui s’è detto. Dimensioni, 4,30 m di larghezza x 6 di lunghezza. Da una visita di due delegati vescovili el 1740 si sa ch la chiesetta era ben tenuta e che aveva ‘occorrente per la celebrazione delle Messa

 FILIPPO AMBROSANO, Istoria Civica di Bernalda 1798 , commento del prof. Angelo Tataranno

La terza finalmente è nella stessa principale strada dinnanzi al palazzo del dottore don Giuseppe Fischetti eretta a proprie stese, e dotata da di lui padre, don Nicolò e zii Reverendi dottori don Francesco Cantore e don Bernardino Fischetti col titolo e quadro della Immacolata Concezione e colla dote.

  Tesi di Laurea in Architettura “Bernalda: Profilo di Storia Urbana” di Franca Digiorgio

Don Bernardino Fischetti , a cui si deve la edificazione della graziosa cappella omonima è stato nel 1726 un componente della Commissione impegnata nell’inventario dei beni della chiesa Madre. In merito nella tesi rileviamo che: “giunse in visita a Bernalda il vescovo di Matera, Monsignore Giuseppe Positano, uomo colto e pastore attento e corretto. Le sue visite erano condotte con criteri, si oserebbe affermare, inquisitori e nulla sfuggiva alla sua attenzione. Su richiesta del vescovo, dunque, venne steso l’8 Novembre 1726 dai sacerdoti Donato Porcelli, Nicola Appio, Bernardino Fischietti e Giuseppe Pacciana, in presenza e con l’assistenza del sindaco Giovanni Antonio Appio, un documento che attestava i beni, frutti, rendite, ragioni ed azioni di detta chiesa. Segue, sempre nel documento, una descrizione dettagliata della ubicazione della chiesa e dei suoi confinanti.”