convento

E’parte de complesso monastico che si trova in piazza plebiscito , l’altra parte del monastero è la sede attuale de Municipio. E’ la sede di un insediamento francescano avutosi a Bernalda nel 1615 dei P.P. Minori Riformati, Congregazione sorta dopo la Riforma di Basilicata del 1593.Fu costruito nel giro di due anni con obolo spontaneo di tutti i cittadini e concorso dell’Università che assegnava £. 170 annui per le spese di culto ...e dedicato a S. Antonio da Padova. Il complesso ha subito numerose modifiche ed ampliamenti che hannocambiato il suo originario impianto, fu costruita la torre dell’orologio, furono aggiunti due corpi di fabbrica a Sud e fu ridefinita la facciata principale rivolta sulla piazza antistante. Il chiostro aveva sulle pareti perimetrali degli affreschi, che attualmente si possono ancora intravedere. Sul porticato del chiostro si sviluppa il corridoio di accesso alle celle(oggi uffici comunali), che conservano ancora oggi le stesse caratteristiche dimensionali e spaziali originarie con copertura a volta a padiglione con lunette.
La Chiesa di S. Antonio, annessa al corpo di fabbrica del convento e costruita contemporaneamente ad esso, aveva da principio una sola navata centrale. Nel 1684 fu aggiunta la navata laterale destra a Nord, che in una "platea" del 1723 è denominata Le Cappelle, raggiungendo un numero di 8 altari. Inoltre l’ampliamento prosegue con l’aggiunta di un atrio alla chiesa con il coro superiore. Probabilmente questo spazio anteriore è l’attuale zona d’ingresso della Chiesa, che come una sorte di "nartece" introduce la facciata interna in cui è inquadrato il portone. Queste opere apportate terminarono con l’aggiunta del campanile, a pianta quadrata con sovrapposizione mista di ordini e terminante con una cuspide di gusto orientaleggiante e, un arricchimento, di molte opere letterarie, della biblioteca.
L’interno della chiesa è caratterizzato dagli elementi decorativi della volta a botte lunettata con eleganti peducci e dalle pale settecentesche degli altari laterali. L’abside è a pianta quadrata coperto da una volta a schifo. La facciata, sicuramente rimaneggiata nel 1819 ad opera di P. Carlo da Ferrandina, è lineare e severa nell’architettura, con quattro lesene di ordine gigante, che ripartiscono la superficie in tre parti, delle quali le laterali sono leggermente curvilinee. La facciata è interrotta superiormente da un cornicione aggettante sovrastato da un coronamento costituito da un elemento centrale, racchiuso da due lesene e terminante con una cimasa curvilinea, e due laterali contenenti due altrettante finestrelle ellissoidali.