s luciaLa chiesetta è l’unica chiesa che si affaccia su corso Umberto. La Cappella di S. Lucia, pur se di più recente costruzione rispetto alle altre Chiese non è l’ultima; costruita verso il 1875 dalla Famiglia Paladino - Di Palma, è stata sempre officiata saltuariamente per essere del tutto abbandonata in questi ultimi anni. Al suo interno c’è un solo altare con una statua di S. Lucia, priva di particolari artistici, che si racconta essere stata acquistata dopo che a un componente della Famiglia Di Palma era apparsa in sogno la Santa della suddetta statua, per la quale fu così deciso di costruire la piccola cappella privata sita in Corso Umberto. La cappella Santa Lucia oggi è spesso aperta e liberamente visitabile.

 

 

 

 

 

Nella Chiesa Matrice di San Bernardino invece è presente uno splendido quadro di Cosimo Sampietro raffigurante Santa Lucia. 

Nel Dipinto è raffigurata Santa Lucia. Probabilmente è stato realizzato nel 1928 , misura 120x36x28 cm.
La tecnica utilizzata è olio su tela
L’Iscrizione presente riporta le seguenti parole in latino :LUCIDA LUCENTI LUCESCIS, LUCE *LUX NOSTRA.LUCIA.LUCEAT LUCE TUA/ A DEVOZIONE DELL’ARCIPRETE D. PIETRO STIGLIANO.COSIMO SAMPIETRO DIPINSE NEL 1928
La Santa, raffigurata a figura intera, indossa una tunica di colore verde intenso ed è avvolta da un largo e lungo mantello di colore rosso. Il capo è circondato da un’aureola e reca tra le mani i simboli del martirio: nella mano destra gli occhi e nella sinistra la palma del martirio. Sul collo è presente una ferita da cui sgorga del sangue. Nella parte inferiore vi è un’iscrizione in stampatello maiuscolo, disposta su due file in latino e italiano.
Notizie storico-critiche: Il dipinto raffigura Santa Lucia, una martire cristiana, morta durante le persecuzioni di Diocleziano a Siracusa; oggi venerata come Santa dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa.
Le dimensioni monumentali, oltre un metro di altezza, dell’opera aderiscono alle formule utilizzate dall’autore; Cosimo Sampietro amava, infatti, dipingere su grandi dimensioni così come utilizzare la pittura a olio che caratterizzavano le sue tele con colori squillanti e vivaci grazie all’uso dello sfumato che contribuiva a dare ai soggetti raffigurati una spontaneità e un calore domestico come in questo caso.
L’opera venne realizzata su commissione dell’arciprete don Pietro Stigliano nel 1928, come reca l’iscrizione.
Brevi notizie sull’autore. Cosimo Sampietro infatti, durante la sua attività, fu molto colpito dai dipinti della Scuola di Fointaine bleau e quando li riproduceva lo trascriveva sempre nella tela.
Cosimo Sampietro è un artista che nasce a Roccaforzata, in provincia di Taranto, nel 1856 e muore a Bernalda nel 1949.
Trascorse la sua prima infanzia a Lecce ereditando dal padre l'arte del disegno. Quasi autodidatta visse del suo lavoro dipingendo Madonne e ritratti.
Verso il 1880 fu chiamato per decorare un paio di stanze del 'Palazzo Guida' a Bernalda. Qui si sposò e continuò a dipingere ad olio su commissione.
Eseguì tele enormi per le chiese di Bernalda e d'altre città del Sud come la chiesa di Santa Severina nei pressi dell'altopiano della Sila e la chiesa di S. Francesco a Taranto.
Altre opere sono presenti oltre che Montalbano, Pomarico e a Tursi, nella chiesa del quartiere della Rabatana dove resta una bella tela.
Il soggetto era chiaramente di tipo religioso ma la tavolozza cromatica e le figure mostravano una qualità estetica oltre che in contrapposizione con i classici in sintonia con quel genere di spontaneità creativa che veniva dalla scuola di Fontainebleau, come gli affreschi di palazzo Ferri, a Bernalda.
A Bernalda sono di notevole effetto nella chiesa del Convento di Sant'Antonio, le grandissime tele ad olio: "la discesa dello spirito santo", le 'anime del purgatorio', il 'Sacro Cuore di Gesù' e 'Dio padre' mentre nella Chiesa Madre si possono ammirare numerosi angeli oranti dipinti sui lati della nicchia contenente la statua di San Bernardino, patrono del paese. (Katya MADIO)