Camarda era  un antico borgo situato laddove oggi è presente la chiesa di San Donato, al termine del lungo Corso Umberto di Bernalda. Il borgo viene ceduto a Bernardino de Bernaudo nel 1497 che le cambia nome in Bernalda e sposta il centro urbano nella zona dell'attuale centro storico. La storia di Camarda è legata alla storia di Metaponto e Bernalda,ma ancora tanto c'è da scoprire.In questo articolo ci limiteremo ai contributi forniti dai vari studiosi,non si ha la presunzione e le competenze storiche per fare una collazione o una sintesi convidisibile. Si avverte nella collettività una ritrovata voglia di storia nella popolazione di Bernalda, una cosa che fa molto piacere,forse l'impegno tambureggiante di Cea B&M in questi anni? Non ci è dato sapere,ma di certo ogni pubblicazione riguardante la nostra storia su questo sito ha avuto molte visite.

 

Ci piace citare in merito un passaggio negli atti del seminario sul cinquecentenario della fondazione di Bernalda delprof. prof. F. Armento che scrisse Bernalda ha fame di storia, di conoscere meglio le sue radici, è necessario intraprendere la strada degli archivi, i magazzini della storia, visitare i luoghi deputati alla ricerca e provvedere poi alla interpretazione e divulgazione dei documenti, che solo potranno aggiungere nuove conoscenze o sopportare il "sentito dire" che, a volte, viene contrabbandato come "fatto storico" anche in momenti ufficiali" . 

E' pur vero che l'incuria, l'ignoranza, la povertà endemica della nostra comunità, coadiuvata dall'opera distruttrice del tempo, hanno praticamente devastata quasi tutta la miniera documentale dei secc. XVI, XVII, XVIII di cui la chiesa del tempo era redattrice e conservatrice. L'archivio della nostra Matrice, consultato negli anni '70, si riduceva ad uno scatolone contenente alla rinfusa pochi documenti di routine e insufficienti ad illuminare i punti bui della nostra storia patria. I documenti che ci riguardano sono conservati altrove, negli archivi arcivescovili di Matera, Acerenza, in quelli di stato di Matera, Potenza, Napoli, racchiusi nei diversi fondi che li costituiscono. Sono atti notarili, elenchi di tassazioni, visite pastorali, atti giuridici, corrispondenze ufficiali e personali con i diretti superiori, che aspettano di essere ripuliti dalla polvere dell'oblio che si è stratificata, presentati e conosciuti dalla nostra comunità, perché più chiaramente si delinei una storia esaustiva di Bernalda.

Dicevo prima che la nostra comunità ha bisogno di conoscersi meglio e questo non solo e non certo per un mero gusto di erudizione, ma soprattutto perchè sono convinto che la conoscenza del passato è in grado di farci approfondire la consapevolezza del presente, di mettere a fuoco la nostra identità. Aver concertezza del proprio stato determina la capacità di programmare consapevolmente il futuro. La storia, quindi, non come sterile curiosità o semplice conoscenza, ma come strumento pragmatico di vita, di miglioramento della condizione della stessa.

Se crederemo in questi presupposti, dovremo convincerci della validità della cultura storica che non si inventa negli anniversari, ma dovrà continuamente vivificare il nostro corpo sociale, anche dopo che i festeggiamenti per il 5' anniversario saranno passati. La cultura storica locale, i cui esponenti con piacere vedo qui riuniti questa sera, dovrà avere la forza e la costanza di agganciarsi e coinvolgere le scuole presenti sul nostro territorio. In esse, e quindi nelle giovani Generazioni, si dovrà seminare e coltivare il germe della storia patria se vogliamo che il discorso, avviato in maniera forte in questa circostanza, non ristagni e non resti un momento isolato destinato a cadere nella dimenticanza.(F. Armento).

Riguardo  a Camarda,alla sua orgine ,al suo sviluppo ed alla sua fine risportiamo alcuni contributi di alcuni studiosi, Premesso che questa pagina è in continua evoluzione.

 (arch.Franca Digiorgio, tesi di laurea) Lo stesso altopiano di Bernalda fu insediato dai greci, penetrati nell'interno e, se si fa riferimento all'organizzazione territoriale della chora di Metaponto, si può immaginare la polis circondata da una cinta muraria fuori dalle quali si collocavano le necropoli poste per lo più su alture, ed infine sul restante territorio circostante si trovavano le numerosissime fattorie, che giungevano fino a 14 km verso l'interno, includendo, quindi, anche l'altopiano di Bernalda.Bernalda all'epoca normanna è menzionata in alcuni documenti con la denominazione Camarda e l'appellativo ignobilis pagus, probabilmente un piccolo centro o, per meglio dire, un raggruppamento di vichi, sorti dalla esigenza di vivere in prossimità delle terre coltivate dai loro abitanti.

Ma se si considera l'etimologia della parola Camarda e, il dizionario di Ducange lo annovera tra i termini greco-latini, per cui con c a m a r a d a m i greco-bizantini indicavano le loro dimore, tentorium voltate, arcuate, si può inserire Camarda, ossia Bernalda tra gli accampamenti di epoca precedente alla dominazione normanna.

Il lungo periodo di assenza, che si deduce dalla consultazione delle maggiori fonti storiche della zona, che va dal XIV al XV secolo, lascia facilmente desumere che Camarda sia stata tra i centri che scomparvero dopo la dominazione angioina. Ripopolata dal Duca di Montescaglioso Pirro Del Balzo, giacchè intorno al 1470 era ormai disabitata, mandando Schiavoni, Albanesi e Greci, con l'intento di far coltivare quelle terre abbandonate.

Ma la sua ricostruzione non ebbe lunga durata perché dopo la morte di Pirro Del Balzo, ad opera del re Ferdinando II per la congiura ordita contro di lui e a cui aveva partecipato, tutte le terre gli furono confiscate dal re e concesse al suo secondogenito Federico che aveva sposato Isabella figlia dello stesso Pirro.

In questo periodo troviamo menzionato Bernardino de Bernaudo quale Toparca di Camarda, ma principalmente come Segretario di Federico D'Aragona, per il quale svolgeva importanti mansioni diplomatiche. Proprio nell'anno successivo all'incoronazione, nel 1497, il re Federico investì Bernardino de Bernaudo del feudo di Camarda, che smembrato dalla Contea di Montescaglioso, ebbe l'indipendenza giuridica mantenendo i vecchi diritti di pascere, acquare e coltivare le terre nei tenimenti della sua madrepatria.

Dopo l'infeudamento Camarda, fu distrutta durante un invasione francese nei primi decenni del XVI secolo. Così il Segretario Regio de Bernaudo in accordo con i Camardensi decise di edificare il nuovo insediamento mutandone il sito.

Il nuovo centro fondato ad opera di Bernardino de Bernaudo era sorto quindi dove sarebbe stato più agevole usufruire di aria più salubre e, a maggior ragione forse dove sarebbe stato più diretto il controllo di possibili incursioni. Il nuovo feudatario desiderò farla erigere, immaginando per essa un impianto regolare con strade diritte e perpendicolari.

 Lo stodioso greco Sotiris Bekakos, nella su pubblicazione "METABO- METAΠO- METAΠON-TION:Un testimone vivo della presenza dell’Ellenismo nella Lucania", in  merito scrive:

 Nel Medioevo, il nome Metaponto fu considerato un relitto del mondo pagano e per questo fu soppresso dalle autorità dell’ Impero Romano d’ Oriente.

In seguito, le calamità naturali, la siccità, i terremoti violenti, la malaria e leincursioni dei Saraceni e di altri popoli, costrinsero gli abitanti di Metaponto arifugiarsi nelle grotte del materano e sulle colline, dando vita a nuovi nuclei abitativi.Fu intorno al 5° sec. d.C che i bizantini per poter garantire il controllo militare dell’ area, spostarono il centro della città da Metaponto ad un luogo che si trova all’ interno della zona di Metaponto, sulla collina.

Questo piccolo borgo che all’ inizio fu un’ accampamento militare bizantino, fu chiamato Καμάρδα - Camarda, e in seguito fu dedicato ad un santo greco dell’ Epiro, cioè a San Donato vescovo di Παραμυθιά, evidentemente in seguito ad una massiccia emigrazione di gente greca proveniente dall’ Epiro e in particolare dalla parte della zona attuale di Paramithià e di Aghios Donatos.

Secondo lo studioso greco il San Donato a cui è dedicata la chiesa di Camarda è il vescovo di Paramithia e non San Donato d'Arezzo così come è intitolata oggi la chiesetta in fondo a Corso Umberto.Il dibattito in merito è aperto.