Fattoria greca Sant'Angelo Vecchio

 Seconda fattoria greca come distanza dal centro urbano di Bernalda. Sulle sue fondamenta è stata realizzata imponente masseria fortificata realizzata in epoche successive. E' posta in posizione dominante sulla vallata del Basento, perfettamente visibile dalla SS Basentana. E' stata una delle più importanti e ricche fattorie della Magna Grecia a causa della sua posizione strategica ed alla presenza di diverse sorgenti di acqua, molti ritrovamenti sono presenti nel Museo di Metaponto. Sono ancora presenti le vecchie fondazioni, alcuni pozzi ed un antica fornace.

Descritta dallo studioso A. Sacco“La Certosa” nel capitolo XI del libro IV, 20° Platea del sommario delle Platee compilate nel 1678 dal Grammatico notaio-geometra e canonica inventario delle proprietà della Grancia diSanta Maria Vergine del Casale di Pisticci, la masseria S. Michele Arcangelo d’Avena ( o feudo San Angelo di Bernalda ) e Casale risulta antica sede di ordini religiosi – Benedettini e Certosini – . Un tempo costituiva uno dei feudi dell’Abbazia benedettina di S. Michele Arcangelo in Montescaglio, ubiaca ai confini con il feudo benedettino di S.Marco, anch’esso una volta proprietà della badia caveosana. Trattasi del feudo donato nel settemre 1100 da Rodolfo Macabeo ed Emma D’Altavilla alla Badia di Santa Maria Vergine del Casa di Pisticci, concesso nel 1451, con la soppressione della Grancia, dal Papa Nicolò V alla Certosa della Padula. Un complesso architettonico che s’impone ed attrae per una ben più vasta dimensione culturale, testimonianza della cangiante realtà politico-economica dei luoghi. Inoltre, il complesso di Sant’Angelo rientra tra le masserie che occupavano una posizione geografica non lontana dal mare e protetta dalle colline che costituivano una linea di difesa dagli assalti provenienti dal mare.

Il Ministero per i beni e le attività culturali, in una relazione storica ed artistica datata luglio 2011, considerate le connotazioni storico ed artistiche della masseria, al fine di tutelare e conservare, ha ritenuto opportuno riconoscereSant’Angelo bene culturale ai sensi D.Lgs n.42 del 22/01/2004.

Oggi – anno 2015 – sono state avviate le opere di recupero della masseria. Abbiamo ritenuto, per questo ed altri mille motivi, opportuno raccontare quel che avviene tra le impalcature e la polvere. Non solo: il nostro obiettivo è il territorio che diventa coscienza civile e storica. I ricordi e le progettualità future racchiuse in un lungo racconto che ci permetterà di scoprire le tante vite che può avere una masseria culturale.

È innegabile, dunque, il valore storico, sociale, culturale ed architettonico della masseria, la quale offre non solo un valido contributo allo studio dei processi insediativi sul territorio, ma anche un’autentica testimonianza del mondo rurale. (articolo di Franca Digiorgio)